La competizione tra ordinamenti, nazionale ed europeo, nazionale e internazionale, europeo e internazionale, orienta il mercato verso i paesi, le aree, i settori non, o meno, regolati incidendo in maniera negativa sulla competitività dei paesi e dei sistemi economici. La ricerca di «buchi» nella rete di regole non può essere la soluzione di questo paradosso regolatorio dell’Ue, di una disciplina cioè che invece di superarle, crea le asimmetrie. Più opportuno sarebbe l’utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione normativi, regolamentari, esecutivi e di vigilanza per fornire indirizzi, interpretazioni e applicazioni univoche.