Il Private Credit vale 3.500 miliardi di dollari e rappresenta una porzione limitata delle Nbfi (257.000 miliardi di dollari). Ha attirato attenzioni in quanto presenta vulnerabilità, ben segnalate dal Fsb: leva elevata, opacità delle valutazioni, mismatch di liquidità e interconnessioni con banche e assicurazioni. L’autore individua analogie con la crisi del 2008, tra cui doppia leva (fondi e Spv sottostanti) e mark-to-market sui collateral, che potrebbero innescare uno scenario di contagio sistemico, principalmente negli Us, mediante la sequenza: perdite su crediti, margin call, vendite forzate ed allargamento degli spread. Rispetto al 2008 si ha però la mancata concentrazione su un unico fattore di rischio e quindi una crisi globale non è certa. Come mitigazioni propone di limitare i prestiti collateralizzati, consentire un accesso mirato alla liquidità delle banche centrali e rafforzare il reporting regolamentare per le Nbfi.
Il Private Credit: un nuovo rischio sistemico? Dimensioni, rischi potenziali e possibili mitigazioni
Davide Alfonsi (Intesa Sanpaolo)