Il progredire della formazione politica dell’Europa ha fatto sì che da oltre tre lustri si stia trasferendo ricchezza dai paesi finanziariamente poveri dell’Unione a quelli ricchi attraverso il combinato disposto dello spread dei debiti sovrani e dell’impossibilità di operare sul cambio quale strumento di politica monetaria. Tale circolo vizioso potrebbe essere spezzato attraverso un meccanismo di exchange (volontario o obbligatorio) dei titoli di Stato in circolazione con titoli di nuova emissione da parte del Meccanismo europeo di stabilità – o altro soggetto analogo – di pari importo nominale e con tasso di interesse pari alla media dei tassi di interesse dei titoli scambiati, garantiti pro-rata (senza vincolo di solidarietà) dagli Stati membri. In caso di inadempienza di uno Stato membro gli altri Stati risponderanno pro-rata della quota di garanzia inadempiuta.