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anno 73
 

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Special Issue n° 7/2015

UNIONE BANCARIA

Dove siamo, cosa serve, cosa manca

Questa Special Issue di Bancaria raccoglie alcuni interventi svolti in occasione del Convegno «L'Unione Bancaria. Dove siamo, cosa serve, cosa manca», organizzato da ABI e da ABIFormazione a Roma, l'11 marzo del 2015.

Dopo il varo dell'Unione Bancaria e la partenza del Meccanismo Unico di Vigilanza, lo scenario ha modificato radicalmente ordinamenti e mercati e segna l'inizio di un nuovo e più avanzato percorso che impegnerà tutto il mondo bancario europeo. Particolarmente interessanti, quindi, le riflessioni a più livelli di autorità di controllo, accademici e banche.

Antonio Patuelli, Presidente ABI, sottolinea l'importanza di mettere le banche nelle condizioni di competere in un quadro globale di mercato unico europeo, affinché il loro sforzo nel prestare la massima attenzione e il massimo impegno per la ripresa possa durare a lungo ed essere efficace.  Ancor più dopo la creazione dell'Unione Bancaria.

Giuseppe Vegas, Presidente Consob, sposta l'attenzione sulla realizzazione parallela di una Unione dei mercati finanziari che veda un più forte collegamento tra risparmiatori ed economia reale. Benchè l'Unione Bancaria rappresenti un fondamentale passo in avanti verso la stabilità dei mercati e contro l'incertezza economica, tuttavia c'è ancora molta strada da fare per superare gli squilibri tra i finanziamenti all'economia derivanti dal sistema bancario e quelli derivanti dal mercato dei capitali.

Franco Gallo, Presidente emerito Corte Costituzionale, interviene sull'armonizzazione delle regole fiscali in Europa non finalizzata ad alzare il livello di imposizione, bensì mirata a correggere le distorsioni esistenti, create dalla competizione fiscale nell'ambito dell'Ue, principalmente nel settore delle società e, più specificamente, in quello bancario.

Guido Ferrarini dell'Università di Genova e Fabio Recine di Banca d'Italia, affrontano il tema del Testo unico bancario europeo ed evidenziano come la rigidità e la complessità del Single Rulebook possa rischiare di limitare l'effettività dell'azione di vigilanza affidata alla Bce, i cui compiti in campo regolamentare potrebbero essere incrementati.

Filippo Sgubbi dell'Università di Bologna, analizza il processo di armonizzazione delle regole in materia penale operato dall'Unione europea sottolineandone il ruolo centrale, ma spesso anomalo, nell'ambito del diritto dell'economia e in quello specifico delle banche. Spesso infatti, nonostante un complesso quadro di fonti e regolamentazioni sovranazionali, prevale la specificità del singolo diritto nazionale.

Giovanni Sabatini, Direttore Generale ABI, guarda l'Unione Bancaria come punto di partenza da cui trarre opportunità positive per l'Europa. Sta all'impegno di istituzioni, banche, imprese non finanziarie, risparmiatori e cittadini, accomunati in una generale opera di costruzione e di miglioramento, trasformare i cambiamenti introdotti dall'Ue in concrete opportunità di crescita.