Mensile dell'
Associazione
Bancaria
Italiana


anno 73
 

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Pubblicato il Rapporto ABI di giugno

1. A maggio 2015 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.815 miliardi di euro è nettamente superiore, di 111 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.704 miliardi di euro.


2. Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l'80% del mercato) i finanziamenti alle imprese hanno segnato nel primo quadrimestre del 2015 un incremento di circa il +11,2% sul corrispondente quadrimestre dell'anno precedente (gennaio-aprile 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di immobili, sempre nello stesso quadrimestre, si è registrato un incremento annuo del +55,2% rispetto al medesimo quadrimestre dello scorso anno. Nell'analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +11,6%. A maggio 2015 il totale dei finanziamentiin essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione di -0,6% nei confronti di maggio 2014, -0,9% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di maggio 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da maggio 2012. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi i prestiti all'economia sono passati da 1.673 a 1.815 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.403 miliardi di euro.


3. A maggio 2015, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tassomedio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,44%, minimo storico (3,49% il mese precedente;6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,68% (2,63% il mese precedente e segnando il valore più basso da settembre 2010; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,10% (il valore più basso da maggio 2010) dal 2,28% di aprile 2015 (5,48% a fine 2007).


4. A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate ad aprile 2015 pari ad oltre 191,5 mld, dai 189,5 mld di marzo 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10% ad aprile 2015 (8,8% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16,8% per i piccoli operatori economici (14,9% ad aprile 2014; 7,1% a fine 2007), il 16,9% per le imprese (14,2% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,5% ad aprile 2014; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano ad aprile 2015 un aumento, passando da 80,9 miliardi di marzo a 82,3 miliardi di aprile. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,56% ad aprile 2015 dal 4,42% di marzo 2015 (4,23% ad aprile 2014; 0,86%, prima dell'inizio della crisi).


5. In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a maggio 2015: -14,3%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 70,3 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano - sempre a fine maggio 2015 - di 46,9 mld di euro rispetto all'anno precedente (su base annua, +3,8%, +3,7% ad aprile 2015). L'andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a maggio 2015 una diminuzione di circa 23,4 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,4% (-1,6% ad aprile 2015), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.704 miliardi dieuro, segnando un aumento - in valore assoluto - di oltre 191 miliardi.


6. A maggio 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all'1,33% (1,35% ad aprile 2015; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,60% (0,62% ad aprile 2015), quello sui PCT all'1,20% (1,22% ad aprile 2015). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,07%, lo stesso valore del mese precedente.


7. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a maggio 2015 è risultato pari a 211 punti base (214 punti base ad aprile 2015). Prima dell'inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

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