Mensile dell'
Associazione
Bancaria
Italiana


anno 73
 

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Pubblicato il Rapporto ABI di giugno

1. A maggio 2016 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.817,6 miliardi di euro è nettamente superiore, di oltre 138 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.679,4 miliardi di euro.


2. A maggio 2016 è risultata positiva la variazione annua,+0,3%, del totale prestiti all'economia (che include lefamiglie, le imprese e la pubblica amministrazione). Sempre a maggio 2016 il totale dei finanziamenti inessere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero, pari a -0,04% nei confronti di maggio2015, migliorativa rispetto al -0,5% registrata il mese precedentee assai migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quandoaveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012. Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi adaprile 2016, l'ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva di +1,4%nei confronti di fine aprile 2015 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento), confermando,anche sulla base dei dati sui finanziamenti in essere, la ripresa del mercato dei mutui. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi,ad oggi i prestiti all'economia sono passati da 1.673 a 1.817,6miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.405,5 miliardi di euro.


3. A maggio 2016, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,24% toccando il nuovo minimo storico (2,29% il mese precedente;5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all'1,82% (minimo storico), 1,92% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultatopari al 3,12%, toccando il minimo storico (3,16% il mese precedente; 6,18%, prima della crisi, a fine 2007).


4. Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine aprile 2016 sono pari a 84 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di marzo.Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,67% ad aprile 2016, 4,58% a marzo 2015 (4,93% a fine 2015; 0,86%, prima dell'inizio della crisi).


5. In Italia i depositi aumentano, a fine maggio 2016, di quasi 45 miliardi di euro rispetto all'anno precedente (su base annua, +3,5%; +5,2% ad aprile e +3,7% a marzo), mentre siconferma la diminuzione, sempre su base annua, della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, (a maggio 2016: -15,4%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 63,7 miliardi di euro). L'andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a maggio 2016 una variazione, sempre su base annua, di -1,1%. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.679,4 miliardi di euro, segnando un aumento - in valore assoluto - di circa 167 miliardi.


6. A maggio 2016 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all'1,08% (1,09% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo0,46% (0,47% il mese precedente), quello sui PCT a 0,91% (0,99% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 2,90%, 2,90% anche il mese precedente.


7. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a maggio 2016 è risultato pari a 204 punti base (207 punti base il mese precedente). Prima dell'iniziodella crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

 

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