Mensile dell'
Associazione
Bancaria
Italiana


anno 73
 

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Come aumentare l'efficienza dei bond covenant: una proposta per il mercato italiano

di Marco Palmieri, Flavio Bazzana
Settembre 2009 - n. 9
Keywords: innovazione finanziaria, crisi finanziaria, rischio di liquidità, regolamentazione
Jel codes: D53, E58, F37, G1, G18, G21, G24, G28

In Italia l'adozione dei covenant, e in particolare dei bond covenant, è limitata dalla predominante presenza sul mercato di piccole e medie imprese, dalla diffusione di un forte modello di relationship banking, dai costi di organizzazione dei collocamenti pubblici dei titoli, dalla mancanza di una solida cultura finanziaria dei risparmiatori, dalle modeste dimensioni dei prestiti generalmente richiesti dalle Spa italiane e dalla conseguente illiquidità dei titoli emessi. Per favorire una maggiore efficienza dei covenant sarebbe auspicabile, sul modello dell'esperienza statunitense, l'istituzione di un trustee dotato di ampi poteri in merito alla contrattazione dei core terms del debito, ma nell'ordinamento italiano tale modello sembra di difficile introduzione a causa della rigida disciplina delle obbligazioni emesse dalle Spa. Tuttavia, alcuni «spiragli» applicativi emergono dalle norme che regolano gli strumenti finanziari dotati di poteri amministrativi, le quali consentono una maggiore libertà in ordine sia alla strutturazione dei termini del prestito sia alla rappresentanza dei possessori.